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Onu: nel 2017 l’uomo ha estratto 88,6 miliardi di tonnellate di materie prime

12/12/2017

Il Programma Onu per l’ambiente (Unep), all’interno dell’International resource panel (Irp), ha divulgato l’ultimo rapporto Assessing global resource use dove si legge che nel 2017 l’uomo ha estratto dall’ambiente 88,6 miliardi di tonnellate di materie prime, con un aumento di circa il 25% rispetto al 2010.

 

Questo trend, in crescita da ormai molti anni, è chiaramente insostenibile: continuando di questo passo nel 2050 dovremmo estrarre dal pianeta 180 miliardi di tonnellate di materie prime. L’attuale estrazione di materie prime porta con sé conseguenze nefaste, infatti sono circa 19 milioni le morti premature stimate ogni anno legate ad essa, dovute principalmente alle conseguenti quantità di rifiuti finali e di emissioni generate.

 

Per far fronte a queste conseguenze l’Occidente, maggior consumatore di risorse naturali, deve muoversi verso uno sviluppo sostenibile, per riparare all’attuale situazione che vede la material footprint stimata del Nordamerica a 30 tonnellate procapite di materie prime consumate all’anno e dell’Europa a 20,6 mentre tutte le altre regioni del mondo a meno di 10.

 

In quest’ottica è necessario muoversi sempre più verso una green economy, che possa instaurare un’economia circolare e raggiungere una maggiore efficienza nell’impiego delle risorse naturali.

Sempre l’Irp spiega come le politiche che favoriscono l’uso efficiente delle risorse possono ridurne il consumo del 26% al 2050, tagliando al contempo le emissioni di gas serra di un ulteriore 15-20%, e più che compensare i costi della transizione offrendo benefici economici annuali pari a 2 trilioni di dollari rispetto alle tendenze attuali.



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