Green Economy Report 2015

Le Performance Remedia, il Bilancio Ambientale e i Benefici economici

 

La Raccolta

 

Nel 2015 Remedia ha gestito 39,8 mila tonnellate di rifiuti tecnologici, di cui 33.323 tonnellate di RAEE domestici (83,7% dei rifiuti raccolti), 3.604 tonnellate di RAEE professionali (9,1%) e 2.890 tonnellate di pile e accumulatori (7,3%).

 

raccolta remedia 2015
 

 

Il Recupero

Nel 2015 l’88,4% ossia 34.983t dei rifiuti tecnologici raccolti e trattati da Remedia è stato avviato a recupero di materia ed il 3,1% ossia 1.216t a recupero di energia, mentre solo l’8,1% è stato destinato a smaltimento finale in discarica e lo 0,4% a termodistruzione.

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I Benefici Ambientali

L’analisi ha individuato le ricadute ambientali del Sistema Remedia, attraverso una valutazione dei costi (impatti negativi) e dei benefici (impatti positivi) per l’ambiente, derivanti dall’attività di raccolta e recupero dei rifiuti tecnologici. Un’analisi esaustiva di ciclo di vita della intera filiera di Remedia e al tempo stesso efficace, coerente con l’approccio sviluppato per il Green Economy Report finalizzata al calcolo delle impronte ambientali (environmental footprint). Questi i risultati:

 

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Carbon footprint: il bilancio delle emissioni di gas serra

Nel 2015 il bilancio di carbon footprint della gestione dei rifiuti tecnologici da parte di Remedia evidenzia un quantitativo netto di emissioni evitate pari a 204.775 tCO2eq, un beneficio pari al fermo di quasi 63 mila autovetture che in un anno percorrono 20 mila km (calcolato sulla base del dato ISPRA 2014 sull’efficienza media reale delle emissioni del parco autovetture circolante in Italia, pari a 163 gr CO2/km). Rispetto al 2014 le emissioni evitate sono aumentate del 16%, nonostante le quantità di rifiuti tecnologici gestiti da Remedia si siano complessivamente ridotte. Questo miglioramento è dovuto in particolare all’incremento dei quantitativi di CFC avviati correttamente a smaltimento, come meglio dettagliato in seguito.

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Water footprint: il bilancio idrico

Nel 2015 il bilancio di water footprint della gestione dei rifiuti tecnologici da parte di Remedia evidenzia un quantitativo netto di acqua risparmiata o non inquinata pari a 659.845 m3, l’equivalente in volume di circa 250 piscine olimpioniche, un bilancio positivo stimato come beneficio ambientale generato dall’attività svolta dal Consorzio. Gli 825.124 m3 di acqua risparmiata e non inquinata, grazie all’attività di Remedia, sono prevalentemente imputabili (99%) al riciclo dei materiali di tutti i rifiuti tecnologici gestiti dal Consorzio, una quota minoritaria (1%) va riconosciuta al loro utilizzo come combustibili per il recupero di energia.

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Material footprint: il bilancio delle risorse

Nel 2015 l’indicatore di Land Footprint della gestione dei rifiuti tecnologici da parte di Remedia evidenzia un quantitativo netto di suolo non consumato pari a 336 ettari, l’equivalente di circa 470 campi da calcio regolamentari, di nuovo un bilancio positivo stimato come beneficio ambientale generato dall’attività svolta dal Consorzio.

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Land footprint: il bilancio nel consumo del suolo

Nel 2015 l’indicatore di Land Footprint della gestione dei rifiuti tecnologici da parte di Remedia evidenzia un quantitativo netto di suolo non consumato pari a 336 ettari, l’equivalente di circa 470 campi da calcio regolamentari, di nuovo un bilancio positivo stimato come beneficio ambientale generato dall’attività svolta dal Consorzio.

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Benefici Economici

Il recupero di materiali dai rifiuti tecnologici ha ricadute positive anche sull’economia del Paese sulla base dei quantitativi dei singoli materiali recuperati e dei rispettivi prezzi di mercato. Dalla elaborazione della Fondazione Sviluppo Sostenibile su dati Remedia, Eurostat, World Bank e Indexmundi, emerge infatti che nel 2015 Remedia ha contribuito a ridurre i costi di importazione di materie prime per un valore complessivamente stimato in circa 16 milioni di euro.

 

L’attività del Consorzio ha generato impatti positivi diretti anche per le imprese del comparto del recupero: il valore economico distribuito (ossia il totale di costi sostenuti per assicurare l’efficace funzionamento del sistema) è pari a 9,71 milioni di euro, in crescita di circa il 20% rispetto all’anno precedente.